useless 2.0

Prendiamo questa frase. Scrive, Saviano: “Mi segno sulla Moleskine gli oggetti che vedo”. Cosa mi dice questa frase, questa citazione letteraria del taccuino che fu di Hemingway, di Chatwin e di altri scrittori? Cosa mi dice del terremoto, dell’Abruzzo? E cosa mi dice di Saviano? E cosa mi dice quell’altra frase finale, in corsivo e in inglese? “By Roberto Saviano. Published by arrangement with Roberto Santachiara Literary Agency”. Stampa rassegnata 2.0
Un giorno, i nostri discendenti si chiederanno come mai, sapendo di avere a disposizione una sorgente di energia a fusione nucleare da quasi quattrocento milioni di miliardi di miliardi di Watt — per di più praticamente illimitata — ci abbiamo messo così tanto a capire come fare per utilizzarla in modo efficiente. Keplero
Facebook non mi va di iscrivermici: Facebook, da quello che ho capito, ti permette di rincontrare le donne del tuo passato. Ma io me le sono già fatte tutte, allora a che mi serve? LA MAFIA DI SPINOZA E IL DESTINO DI QUESTO BLOG « Fuochi di Sant’Elmo
In attesa del Nobel, tenta almeno di diventare professore ordinario partecipando al concorso nazionale del 1992. In un primo momento viene inserito tra i 17 vincitori. Ma un commissario, Bruno Sitzia, rimette tutto in discussione. Scrive una lettera e, senza riferirsi a Brunetta, denuncia la lottizzazione e la poca trasparenza dei criteri di selezione. “Si discusse anche di Brunetta, e ci furono delle obiezioni”, ricorda un commissario che chiede l’anonimato: “La situazione era curiosa: la maggioranza del collegio era favorevole a includere l’attuale ministro, ma non per i suoi meriti, bensì perché era stato trovato l’accordo che faceva contenti tutti. Comunque c’erano candidati peggiori di lui”. Il braccio di ferro durò mesi, poi il presidente si dimise. E la nuova commissione escluse Brunetta. Il professore ‘migliore d’Europa’ viene bocciato. Un’umiliazione insopportabile. Così fa ricorso al Tar, che gli dà torto. Poi si appella al Consiglio di Stato, ma poco prima della decisione si ritira in buon ordine. Nel 1999 era riuscito infatti a trovare una strada per salire sulla cattedra. Un lungo giro che valica l’Appennino e si arrampica alle pendici del Gran Sasso, ma che si rivela proficuo. È a Teramo che ottiene infine il riconoscimento: l’alfiere della meritocrazia, bocciato al concorso nazionale, riesce a conquistare il titolo di ordinario grazie all’introduzione dei più facili concorsi locali. Nel 1999 partecipa al bando di Teramo, la terza università d’Abruzzo. Il posto è uno solo ma vengono designati tre vincitori. La cattedra va al candidato del luogo ma anche gli altri due ottengono ‘l’idoneità’. Brunetta è uno dei due e torna a Tor Vergata con la promozione. Un’ultima nota. A leggere le carte del concorso, fino al 2000 Brunetta “è professore associato a Tor Vergata”. La stranezza è che il curriculum ufficiale - pubblicato sul sito della facoltà del ministro - lo definisce “professore ordinario dal 1996”. Quattro anni prima: errore materiale o un nuovo eccesso di ego del Nobel mancato? Che furbetto quel Brunetta | L’espresso